Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

LA PSICOTERAPIA COGNIOTIVO-COMPORTAMENTALE (T.C.C.) CHE COSA E’?

La T.C.C. si è sviluppata negli Stati Uniti e rappresenta l’integrazione e la sintesi tra terapie comportamentali, più orientate all’analisi e alla modificazione dei comportamenti problematici e alle contingenze di rinforzo, e quelle cognitiviste più orientate allo studio dei processi mentali, alla individuazione degli schemi di pensiero e dei significati soggettivi che causano disagio psicologico.

Attualmente, all’interno dell’approccio Cognitivo-Comportamentale, si osservano alcune differenze procedurali tra gli specialisti ma comune e il riconoscimento dell’importanza della variabile cognitiva, nella spiegazione dei fenomeni clinici ed del ruolo principale che ha, nei processi di cambiamento.

CARATTERISTICHE DELLA T.C.C.

la T.C.C. si basa sui seguenti principi che possono essere così sintetizzati:

A) esiste una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti;

B) non sono gli eventi che ci accadono a causare problemi, disturbi e sofferenze ma i significati che diamo agli eventi;

C) sono dunque le nostre rappresentazioni mentali, i nostri modelli di pensiero (credenze e convinzioni), che influenzano i nostri modi di sentire (emozioni) e i nostri comportamenti.

Alcune volte, i pensieri che abbiamo su noi stessi sugli altri, sul mondo, possono essere disfunzionali, cioè possono essere attivati in modo rigido e generare pensieri automatici negativi che alterano la percezione dell’interpretazione della realtà.

Scopo della T.C.C. è di far prendere al paziente consapevolezza del proprio funzionamento mentale, di aiutarlo a riconoscere e a mettere in discussione gli schemi disfunzionali e i pensieri automatici negativi per interrompere quei circoli viziosi che mantengono in vita la sofferenza del tempo.

La T.C.C. si pone inoltre l’obiettivo di aiutare il paziente ad apprendere e ad utilizzare le strategie più efficaci per risolvere i problemi attuali e quelli che potrebbero presentarsi in futuro.

Mira quindi a far diventare il paziente terapeuta di se stesso.

TECNICHE E PROCEDURE UTILIZZATE DALLA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE

La Terapia Cognitivo-Comportamentale avendo la possibilità di avvalersi sia di modelli cognitivi che comportamentali ha a disposizione, a differenza di altre psicoterapie, una pluralità di procedure e di tecniche che consentono allo psicoterapeuta di attuare interventi personalizzati, volti cioè a rispondere con efficacia alle diverse esigenze e problematiche dei pazienti.

Nella pratica clinica la procedura di elezione è la ristrutturazione cognitiva che consente l‘identificazione delle distorsioni cognitive e delle credenze irrazionali che sono alla base della sofferenza emotiva e molto spesso di comportamenti inadeguati e controproducenti.

Attraverso la discussione è possibile modificarle e rielaborarle per ricostruire uno stato di salute mentale più funzionale al benessere personale.

Oltre alla ristrutturazione cognitiva possono essere utilizzate numerose altre procedure che sono, solo per citarne alcune:


il training assertivo che mira a far apprendere la capacità di autoaffermazione e di espressione, nei modi appropriati, dei propri pensieri, dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.

Compito del terapeuta è di fornire istruzioni sul comportamento assertivo da tenere, fungendo anche da modello.

l’esposizione e la prevenzione della risposta che è una tecnica che generalmente viene utilizzata con i pazienti ossessivo-compulsivi per aiutarli, mediante esercizi di difficoltà graduale, a resistere all’impulso di compiere i cerimoniali.

la desensibilizzazione sistematica che consiste nell’associare sistematicamente allo stimolo ansiogeno il rilassamento.

L’apprendimento e l’applicazione graduale del rilassamento alla situazione ansiogena vissuta in immaginazione, tenderà poi a generalizzarsi e ad estendersi nella realtà.

Il problem solving che è un metodo strutturato per aiutare a ridurre i sintomi aggravati dalla presenza di problemi non risolti e a trovare le soluzioni per affrontarli.

COME SI SVOLGE LA T.C.C.?

Le prime sedute verranno dedicate alla conoscenza del paziente e alla costruzione della relazione-alleanza terapeutica.

Fin dai primi colloqui verranno evidenziati, in maniera chiara i circoli viziosi e meccanismi che contribuiscono a rafforzare e a mantenere in vita i sintomi di cui soffre il paziente e che compromettono il buon funzionamento della sua vita e della sua serenità.

Verrà poi costruito un progetto terapeutico caratterizzato da obiettivi concreti, utili e raggiungibili e verrà formulato un contratto terapeutico in cui verranno definiti gli obiettivi, le procedure più utili, i compiti, i tempi, la durata e i costi.

All’inizio del trattamento le sedute si svolgeranno con una frequenza settimanale, ma quando il paziente comincerà a sentirsi meglio potranno essere diradate fino alla conclusione.

Potranno poi proseguire sedute di richiamo (follow-up) a 3-12 mesi dalla conclusione della terapia.

Per la cura di alcuni disturbi è consigliato l’utilizzo di psicofarmaci, i quali possono sostenere l’efficacia del trattamento psicoterapeutico ma non di sostituirlo.

PER QUALI DISTURBI E’ INDICATA LA T.C.C.?

La T.C.C. è considerata una delle più diffuse forme di Psicoterapia per il trattamento di molti disturbi psicologici e psichiatrici:

disturbi d’ansia (agorafobia, claustrofobia, disturbo di panico, disturbo d’ansia generalizzato, fobia sociale, fobia specifica, disturbo ossessivo-compulsivo, tricotillomania, ipocondria, disturbo da stress post-traumatico)

disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare)

disturbi alimentari (anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata)

disturbi di personalità

disturbi sessuali psicogeni

problemi genitoriali e di coppia

bassa autostima

disturbi legati all’emotività e al controllo degli impulsi

La Terapia Cognitivo-Comportamentale è indicata non solo per trattamenti individuali ma anche per trattamenti di Coppia e di Gruppo.

PERCHE’ SCEGLIERE LA TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE (T.C.C.)?

Perché:

è fondata scientificamente:

studi e ricerche condotte a livello Nazionale (Istituto Superiore della Sanità) ed Internazionale (Istituto Mondiale della Sanità) hanno dimostrato l’efficacia della T.C.C. per la maggior parte dei disturbi psicologici.

Hanno dimostrato anche che la T.C.C., se paragonata all’effetto degli psicofarmaci, risulta avere un’efficacia pari o maggiore ma di essere più utile nella prevenzione delle ricadute.

è basata sulla collaborazione attiva tra paziente e terapeuta:

oltre alla condivisione degli obiettivi da perseguire e delle metodologie da utilizzare, il paziente verrà aiutato ad apprendere le tecniche e gli strumenti necessari perché possa diventare terapeuta di se stesso.

è orientata al presente e al futuro:

pur riconoscendo che l’esprimere esperienze passate come quelle infantili, possono avere influenza nell’evoluzione dei problemi attuali, la T.C.C. piuttosto che su “archeologiche” ricostruzioni del passato, preferisce intervenire principalmente sui nuclei cognitivi responsabili del disagio vissuto nel presente.

Le esperienze passate verranno affrontate, se necessario, in un secondo momento.

è di breve durata:

rispetto ad altri approcci psicoterapeutici la T.C.C. è sicuramente più breve (6-15 sedute) anche perché è prevista la possibilità di registrare e di ascoltare le sedute oltre che di mettere in pratica, con esercitazioni, quanto è stato elaborato in terapia.

Ciò è di estrema utilità per abbreviare il percorso psicoterapeutico con conseguente riduzione del numero di sedute.

PROVE DELL’EFFICACIA DELLA T.C.C.

Recenti studi sperimentali hanno dimostrato l’efficacia della Psicoterapia e in particolare di quella Cognitivo-Comportamentale:

Attraverso metodiche di visualizzazione in vivo del cervello (PET – MR) sono stati esaminati gruppi diversi di pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, da fobia specifica e sociale, da depressione, schizofrenia, ecc…

I ricercatori hanno rilevato che la Psicoterapia apporta significativi cambiamenti nell’attività cerebrale delle aree sia corticali che sottocorticali e che tali modificazioni sono strettamente legate al miglioramento clinico.

Tra questi studi, Schwartz et all. hanno provato a confrontare l’efficacia degli psicofarmaci e della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale.

La ricerca ha dimostrato che entrambe le modalità di trattamento modificano l’attività neuronale delle medesime aree del cervello e che sia l’approccio psichiatrico, attraverso gli psicofarmaci che la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, hanno la stessa efficacia nella cura delle diverse patologie ma che i pazienti trattati con la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, presentano un minor rischio di ricadute.

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